Guida al Circuito di Le Mans Bugatti su Automobilista 2.
Ciao, Top Driver.
Oggi proseguiamo la scoperta delle gare della Season 21 su Low Fuel Motorsport in Automobilista 2, per la serie dedicata alla Dallara F3 F309 per la 3° settimana della stagione.
Il livello di licenza e safety rating richiesti per questa serie è più alto del Rookie, parliamo infatti di una licenza IRON (indicata dal colore grigio e per ottenere la quale servono almeno 10 gare classificate) ed un safety rating E3.
Cominciamo.

INTRODUZIONE
Il tracciato protagonista di questo video è Le Mans, nello specifico il layout Bugatti, la configurazione permanente del celebre circuito francese.
Quando si parla di Le Mans, il pensiero corre alla 24 Ore e al lunghissimo Circuit de la Sarthe, ma il Bugatti rappresenta il lato più compatto, tecnico e formativo di questo luogo leggendario.
Il Circuit Bugatti, inaugurato nel 1965, nasce come tracciato permanente all’interno del complesso di Le Mans ed è stato progettato per ospitare gare sprint, eventi nazionali e internazionali, oltre a essere utilizzato per test e formazione.
A differenza del Sarthe, qui non troviamo km di rettilinei e velocità estreme, ma una pista corta, molto guidata e senza pause, dove il ritmo è serrato e ogni curva è strettamente collegata alla successiva.
Il layout Bugatti, lungo 4185m e lungo 11 curve, è caratterizzato da forti staccate, curve lente e continue ripartenze, con pochissimo tempo per “respirare”.
La precisione in frenata, la gestione del carico longitudinale e la capacità di far ruotare la vettura a basse velocità sono fondamentali.
È un tracciato che penalizza errori di impostazione e che premia una guida pulita, costante e metodica.

La vettura protagonista dell'articolo è la Dallara F3 F309, una monoposto che ha segnato un’epoca nella storia della Formula 3.
Progettata da Dallara alla fine degli anni 2000, la F309 rappresenta una delle ultime espressioni della Formula 3 “classica”.
Leggera, potente quanto basta e soprattutto formativa dal punto di vista della guida.
Utilizzata nei principali campionati F3 tra il 2008 e il 2011, la F309 monta un motore aspirato da 2.0 litri e un pacchetto aerodinamico importante per l’epoca, ma ancora lontano dalla complessità e dal carico generato dalle Formula 3 moderne.
È una vettura che richiede precisione meccanica, sensibilità sul freno e grande rispetto delle velocità di ingresso curva, perché il grip aerodinamico è presente ma non dominante.
Rispetto alle F3 attuali, la F309 genera meno carico aerodinamico, ha meno potenza e si affida molto di più al bilanciamento del telaio e alla tecnica del pilota.
Questo la rende una macchina sincera.
Se sbagli, lo senti subito.
Se fai le cose bene, la vettura ti ripaga con un feeling diretto e pulito.

E a Le Mans, queste caratteristiche vengono amplificate.
La monoposto, pur disponendo di un buon livello di carico aerodinamico, richiede estrema precisione in ingresso curva e una gestione molto fine del freno.
Il grip meccanico e la sensibilità sull’anteriore fanno la differenza soprattutto nelle staccate più violente.
Sul Bugatti non si può forzare.
Anticipare troppo l’ingresso o essere aggressivi sul gas porta facilmente a perdere rotazione o a stressare gli pneumatici posteriori.
Il lavoro sul trail braking diventa centrale per aiutare la F309 a ruotare nelle curve lente, mentre in uscita è fondamentale essere progressivi con l’acceleratore per non compromettere la trazione.
È una pista che non valorizza la velocità di punta, ma esalta la capacità del pilota di tenere la macchina in equilibrio e di costruire il giro curva dopo curva.
Le Mans Bugatti, affrontato con una Dallara F309, diventa quindi una vera palestra di guida.
Tecnica, severa e formativa, dove precisione, pazienza e consistenza contano molto più dell’aggressività pura.
E ora passiamo alla guida vera e propria.

CURVA 1-2-3: Dunlop
È il momento di scendere in pista e, in vista del lunghissimo tratto in pieno, è imperativo lanciarsi bene sfruttando quanta più pista possibile già da Curva 13.
Spalanchiamo quindi il gas in seconda marcia, inseriamo rapidamente tutti i rapporti e arriviamo velocissimi a quasi 230 km/h dopo la Dunlop, che affrontiamo in pieno.
In uscita cerchiamo di rimanere il più stretti possibile per prepararci alla difficile chicane di Curva 2 e 3.
Qui il trail braking in seconda marcia è fondamentale per evitare che il trasferimento di carico sbilanci la monoposto.
Come punto di riferimento per la frenata possiamo usare la linea bianca sulla destra.
Torniamo poi dolcemente sul gas prima della corda per spostare il peso al posteriore e inseriamo con decisione a destra, sollevando quel tanto che basta il piede per far chiudere l’ingresso.
Una volta riallineato il volante, andiamo full throttle, sfruttando il tappetino verde esterno.

Attenzione ai dissuasori gialli: oltre a destabilizzare la Dallara, toccarli significa incorrere in un taglio.

CURVA 4: Chapelle
Per Curva 4, Chapelle, puntiamo decisi alla corda con un trail braking delicato, scalando 2 marce.
Lasciamo scorrere la monoposto in coasting per un brevissimo tratto e, una volta trovato grip, sfoghiamo tutta la velocità in esterno in preparazione di Curva 5, un tornante a sinistra stretto e lento.

CURVA 5: Musée
Qui si arriva con un forte trasferimento di carico in frenata e la F3 può soffrire di sovrasterzo sia in ingresso sia in uscita.
È quindi necessario affrontarla prendendo come riferimento l’inizio del cordolo, con una frenata decisa, un trail braking progressivo e una corda anticipata, dosando con cura il gas per evitare la perdita di trazione al posteriore.
Possiamo allargarci senza timore, perché tutta la pista, anche oltre la linea bianca, è completamente sfruttabile.

CURVA 6: Garage Vert
Garage Vert, un tornante a destra a bassissima velocità.
Con la F309 è facile innescare sovrasterzo in ingresso e in percorrenza, soprattutto se si frena troppo dentro la curva o si rilascia bruscamente il freno.
Anche l’uscita è delicata.
Il gas va dosato con estrema progressività, perché il carico aerodinamico è nullo e il posteriore tende a scappare facilmente.
Qui contano frenata pulita, corda controllata e tanta pazienza sul gas.
Iniziamo la frenata prendendo come riferimento il cordolo e accompagniamo la Dallara in 2° marcia con un trail braking progressivo, seguendo una linea larga in ingresso e con corda ritardata, sacrificando l’entrata per privilegiare l’uscita.
Con la F309 è fondamentale uscire il più dritti possibile, aprendo il gas con grande gradualità per evitare il sovrasterzo.
L’allungo che chiude il secondo settore ci porta velocissimi fino alla S di Curva 7-8, un tratto fondamentale per il lap time.

CURVA 7-8: Chemin aux Boeufs
Freniamo decisi all’altezza della riga bianca, scalando 3 marce.
Dopo un rapido trail braking inseriamo la monoposto a sinistra, aggredendo il cordolo a gas aperto, per poi richiamare a destra nel cambio di direzione.

Qui andiamo full gas, agganciando nuovamente il cordolo per trovare la rotazione necessaria.
È molto facile prendere taglio, quindi è meglio evitare staccate eccessive e privilegiare la pulizia di guida.

CURVA 9-10: S du Garage Bleu
Curva 9-10 ci introduce nel settore finale, quello più guidato.
Una breve frenata in terza marcia serve per cercare subito la corda, lasciare scorrere la Dallara in coasting e poi gestire il gas per ottenere la giusta rotazione in uscita.

Segue il cambio di direzione, dove commettiamo un errore banale che ci costa però un decimo pieno sul tempo sul giro.
Invece di lasciare scorrere l’auto in coasting per chiudere in percorrenza, torniamo troppo presto sul gas, innescando sottosterzo e costringendoci a parzializzare, senza poter portare più velocità in uscita.

CURVA 11: Raccordement
Le ultime due curve (anche se sono considerate come una sola) vanno affrontate con decisione, sfruttando quanto più spazio esterno possibile.
Corda anticipata per la prima e poi gestione del gas in progressione per la seconda senza toccare il freno, prima di spalancare la farfalla e chiudere il giro.
Bene, siamo giunti al termine di questo articolo.
É disponibile anche la versione a video, sul nostro canale YouTube.
A presto e ricorda: Top Driver, si Diventa!

