Guida al Circuito di Hockenheim Short A su Automobilista 2.
Ciao, Top Driver.
Benvenuto in questo nuovo articolo del blog.
Oggi continuiamo con la scoperta delle gare di ingresso Rookie più popolari della Season 21 su Low Fuel Motorsport in Automobilista 2, stavolta a bordo dell’iconica Mini Cooper JCW per la seconda settimana della stagione.
Quando parliamo di gare Rookie, ci riferiamo alle serie contrassegnate dal colore rosso nell’interfaccia.
Il rosso indica infatti la licenza Rookie, ovvero il livello di accesso iniziale per chi entra nel mondo delle competizioni classificate.
Accanto al colore troviamo anche la lettera “F”, che rappresenta il Safety Rating più basso in assoluto, il punto di partenza da cui ogni pilota deve costruire la propria crescita.
La pista di oggi è Hockenheim Short A.
Cominciamo.

Introduzione
Il tracciato protagonista è Hockenheim, nello specifico il layout Short A, una configurazione corta e molto concentrata che rappresenta una delle interpretazioni più compatte del circuito tedesco.
Hockenheim è un nome leggendario del motorsport europeo, una pista che per decenni ha incarnato la velocità pura, grazie allo storico tracciato che si sviluppava nella foresta, caratterizzato da lunghissimi rettilinei e staccate estreme.
Quell’Hockenheim, però, non esiste più dal 2002.
In quell’anno il circuito venne ridisegnato su progetto di Hermann Tilke, in un intervento che molti appassionati considerano una vera e propria mutilazione del layout originale.
La celebre sezione nella foresta fu quasi completamente eliminata, accorciando il tracciato e sacrificandone l’identità in nome di sicurezza, costi di gestione ed esigenze televisive.
Un lavoro che, per usare un termine caro agli appassionati, è stato fatto con l’accetta più che con il bisturi.
Il layout Short A nasce proprio da questa trasformazione e utilizza la parte finale del circuito moderno, concentrando l’azione attorno al settore dello stadio e alla zona dell’ultima curva.
È una configurazione molto corta, tecnica e senza respiro, dove non esistono lunghi rettilinei e ogni errore si paga immediatamente sul tempo sul giro.
Qui contano soprattutto la precisione in frenata, la gestione dei cordoli e la capacità di mantenere ritmo e continuità.
Non è una pista che perdona: la velocità di punta conta poco, mentre fanno la differenza pulizia di guida, costanza e controllo.
Hockenheim Short A è quindi un tracciato moderno e formativo, ideale per gare combattute e ravvicinate, ma che porta ancora addosso il peso di una storia gloriosa e di una trasformazione che, a distanza di anni, continua a dividere appassionati e puristi.

Questa volta saremo a bordo dell’iconica Mini Cooper JCW, una berlina compatta sportiva sviluppata dal reparto John Cooper Works.
La trazione anteriore, il passo corto e il motore turbo la rendono efficace nei tratti guidati, ma richiedono precisione e controllo nella gestione dell’acceleratore, soprattutto in uscita di curva.
Dal punto di vista aerodinamico, la Mini Cooper JCW del Mini Challenge utilizza un pacchetto molto semplice e funzionale.
Non è presente alcun alettone anteriore, mentre al posteriore troviamo un’ala dedicata, introdotta nelle specifiche più recenti della serie per migliorare la stabilità alle alte velocità.
Il carico aerodinamico resta comunque contenuto e il comportamento della vettura si basa soprattutto sul grip meccanico.
In Automobilista 2 questo approccio è rispettato: è possibile regolare il carico aerodinamico posteriore e gestire l’ABS.
Ma la prestazione dipende principalmente dalla pulizia di guida, dalla frenata e dalla gestione dell’acceleratore.
Se hai già guidato in passato la Mini, fai attenzione, perché con l’ultima patch il team di sviluppo ha modificato sensibilmente il comportamento degli pneumatici della vettura inglese, rendendola più stabile e meno incline a essere “lanciata” in curva.
Bene, cominciamo con la guida al circuito.

Curva 1: Nordkurve
Scendiamo in pista e lanciamoci dall’ultima curva, uscendo in terza marcia piena e lottando con un po’ di sottosterzo in percorrenza.
Sfruttiamo tutto lo spazio in esterno e ci lanciamo sul rettilineo box verso Curva 1, arrivando a quasi 200 km/h.
Qui stacchiamo decisi agli 80 metri, con un rapido trail braking, per poi tornare sul gas ancora prima del punto di corda.
Gestendo il sottosterzo in uscita, sfoghiamo tutta la velocità verso l’esterno.
Attenzione, come sempre, al salsicciotto interno, che può fungere da vero e proprio trampolino se impattato a queste velocità.

Curva 2:
Per Curva 2 freniamo al 100% in linea retta, poco prima del cartello dei 50 metri, non appena termina il cordolo.
Scalando due marce accompagniamo la Mini in trail braking, che tenderà ad avvitarsi su sé stessa, verso un punto di corda anticipato, avendo pazienza prima di poter spalancare il gas e lanciarci verso il secondo settore.

Curva 4:
Curva 3 scorre via liscia in pieno, ma l’ingresso di Curva 4 nasconde un’insidia.
A causa del pochissimo carico aerodinamico generato dalla Mini, anche sollevando leggermente il piede dal gas si può innescare un sottosterzo importante, che va gestito con attenzione.

Curva 5:
Data la particolare natura di Curva 5, una destra a raggio variabile con chiusura in uscita, dobbiamo frenare con decisione in diagonale il prima possibile e gestire una Mini imbestialita, sia con il freno sia con un rapido e preciso lavoro di sterzo.
Pazientiamo prima di tornare sul gas e, sfruttando tutta la pista in uscita, inseriamo subito l’auto nel Motodrom, entrando in pieno in terza marcia.
Qui solleviamo quel tanto che basta per far chiudere l’auto in percorrenza, prima di spalancare completamente il gas in uscita.

Curva 7: Sachs
Per Curva 7 freniamo decisi un attimo prima del cartello dei 50 metri e inseriamo la seconda marcia, facendo attenzione a gestire l’extra rotazione.
Torniamo sul gas leggermente prima del punto di corda per prepararci al tratto finale, particolarmente impegnativo.

Curva 7: Sachs
Per Curva 7 freniamo decisi un attimo prima del cartello dei 50 metri e inseriamo la seconda marcia, facendo attenzione a gestire l’extra rotazione.
Torniamo sul gas leggermente prima del punto di corda per prepararci al tratto finale, particolarmente impegnativo.
Le curve 8 e 9 possono essere affrontate in pieno in sequenza.

Curva 10-11: Sudkurve
In uscita, però, dobbiamo frenare in modo breve ma deciso per innescare la rotazione necessaria a percorrere Curva 10 con il gas aperto.
Qui sfruttiamo sia il cordolo sia l’erba e lavoriamo di sterzo e acceleratore per contrastare il sottosterzo in percorrenza e chiudere così il giro lanciato.
Bene Top Driver, siamo giunti alla conclusione di quest'hot-lap che può essere visionato e studiato anche sul nostro canale YouTube.
A presto e ricorda: Top Driver, si Diventa!

