Guida al Circuito di Termas de Rio Hondo su Automobilista 2.
Ciao, Top Driver.
Oggi proseguiamo la scoperta delle gare della Season 21 su Low Fuel Motorsport in Automobilista 2, per la serie dedicata alla Mini Cooper JCW, arrivata alla quinta settimana di stagione.
Andiamo a fare un excursus sulla pista.

Il tracciato protagonista è Termas de Río Hondo, uno dei circuiti più moderni del panorama sudamericano.
Situato nella provincia di Santiago del Estero, in Argentina, è una pista ampia e scorrevole, caratterizzata da lunghi rettilinei, curve veloci e ampie zone di percorrenza, dove il ritmo resta elevato per gran parte del giro.
A Termas il tempo sul giro si costruisce lavorando sulla continuità di guida e sulla precisione degli ingressi.
Le curve sono spesso lunghe e in appoggio e richiedono fiducia: un errore iniziale tende a compromettere tutta la percorrenza e l’uscita, rendendo fondamentale una lettura pulita del tracciato.
Cominciamo la guida al circuito.

CURVA 1:
Usciamo in pieno dall’ultima curva, in terza marcia a circa 140 km/h, per lanciare la Mini sul rettilineo box in vista di Curva 1.
La frenata è ai 50 metri: possiamo prendere come riferimento l’ultima linea bianca sulla sinistra, dato che il cartello si trova sul lato opposto.
Freniamo al massimo per un brevissimo istante, sfruttando l’ABS e accompagnando l’auto in trail braking in seconda marcia, alla ricerca di una corda ritardata.
Torniamo poi subito full gas, utilizzando il cordolo interno per favorire la rotazione e contrastare il sottosterzo.

CURVA 2:
Per la curva successiva tagliamo immediatamente verso destra.
Freniamo di nuovo scalando in seconda marcia, con un trail braking rapido, e gestiamo per un attimo il ritorno sull’acceleratore per dare tempo alla Mini di ruotare.
Una volta stabilizzata, spalanchiamo la farfalla e rimaniamo cuciti sulla sinistra.
La curva seguente ci immette sul lunghissimo rettilineo principale e va affrontata in pieno, in quarta marcia, senza sbavature né correzioni.
Inseriamo tutte le marce e restiamo a gas completamente aperto per un tratto che sembra interminabile.

CURVA 5:
Agli 80 metri dobbiamo però frenare con grande decisione in linea retta, riducendo drasticamente la velocità prima di inserire l’auto in seconda marcia e cercare ancora una volta una corda ritardata, dosando con attenzione il gas.

CURVA 7:
Torniamo quindi full throttle quanto prima, perché il lungo sinistra successivo si percorre in pieno e precede un altro allungo importante.
Arriviamo così alla frenata seguente a oltre 200 km/h, staccando un attimo prima del cartello dei 100 metri.
Questa volta puntiamo a una corda anticipata, per poterci allargare verso sinistra e sfogare tutta la velocità prima di rientrare verso l’interno.

CURVA 9:
La curva più tecnica del tracciato richiede una frenata rapida con scalata di una marcia.
Torniamo molto presto sul gas, ma con intelligenza, per affrontare il difficile cambio di direzione e gestire il naturale sottosterzo che tende a presentarsi in uscita.
Anche nel lungo curvone a sinistra successivo, non potendo contare sull’aerodinamica, è fondamentale avere pazienza.
Bisogna modulare l’acceleratore e lasciare scorrere la Mini, restando il più possibile cuciti al cordolo interno.

CURVA 12:
Per l’ultima frenata del tracciato impostiamo in pieno la piega verso destra e poi freniamo con tutta la forza possibile mantenendo il volante perfettamente dritto.
Dopo un lungo trail braking cerchiamo una corda ritardata e un ritorno deciso sul gas per favorire la rotazione, in vista dell’ultima curva da affrontare in pieno con un ingresso anticipato, chiudendo così il giro.
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