Benvenuto in un'inedita rubrica del blog, una Guida al Setup di McLaren 720S GT3 EVO a Misano su ACC
Oggi inauguriamo le Guide al Setup realizzate dal nostro Setup and Telemetry Specialist Massimo Zecchinelli.
Queste analisi saranno eseguite per tutti i 23 circuiti attualmente presenti su Assetto Corsa Competizione, usando vetture selezionate.
Metteremo sotto la nostra lente d'ingrandimento ogni singolo punto del circuito di riferimento, in modo da darti consigli preziosi nella creazione dell'Assetto (e perché no, anche per tutti gli altri a cui darai vita su ACC!).
La prima combinazione che abbiamo scelto è:
Pista --> Misano World Circuit Marco Simoncelli
Auto --> McLaren 720S GT3 Evo
Scopriremo i segreti per portare a casa un gran Setup per la GT3 britannica sul circuito romagnolo.
Prima di iniziare, andiamo ad introdurre l'auto e il circuito presi in esame.

La McLaren 720S GT3 Evo, lanciata nel 2022 e scesa in pista nei principali campionati a partire dal 2023, è un'evoluzione della 720S GT3.
Le modifiche hanno interessato soprattutto la parte aerodinamica, per la quale è stato sviluppato un nuovo aero-kit che genera più carico rispetto al precedente, gli ammortizzatori e i freni.
Il motore, posto centralmente, è lo stesso della 720S GT3, ossia il V8 bi-turbo da 4 litri capace di produrre 710 cavalli.
Essendo una vettura dal passo molto corto, ha una buona distribuzione dei pesi tra l'avantreno e il retrotreno.
Perciò, garantisce una buona stabilità, specie in fase di trazione, aspetto che verrà analizzato più nel dettaglio in seguito.
L'auto ha già raccolto qualche buon risultato nel GTWC Europe, tra cui il doppio successo nella classe Bronze del team Garage 59 proprio sul circuito di Misano!
Ora, dopo aver descritto l'auto protagonista di quest'articolo, passiamo al circuito sul quale faremo la nostra analisi: Misano.

Informazioni sul Circuito
Dedicato alla memoria del compianto pilota MotoGP Marco Simoncelli, scomparso nel 2011 a seguito di un incidente in Malesia, l’autodromo noto in origine come Santamonica è stato inaugurato nel 1972.
Già all’epoca, il circuito si caratterizzava per curve iconiche quali il Carro, La Quercia e il Tramonto.
Nel 1993, il tracciato fu arricchito con l’aggiunta di nuovi elementi come la curva del Rio.
Oggi, il circuito misura 4.226 metri e vanta 16 curve, di cui 10 a destra e 6 a sinistra.
La pista è nota per la sua sequenza di curve che richiede un’affinata messa a punto dei veicoli.
Sebbene sia un palcoscenico prestigioso per le moto, il circuito accoglie anche competizioni su quattro ruote, come il GTWC Europe.
Dopo aver scaldato i motori con alcune informazioni sulla pista e sulla vettura, ora siamo pronti per partire con l'analisi Setup!
Curva 1-2-3: Variante del Parco

Nelle prime due curve del tracciato, dobbiamo assolutamente sfruttare ogni centimetro della pista.
Per aggredire i salsicciotti sia a curva 1 che a curva 2, abbiamo bisogno di una vettura che sia al tempo stesso particolarmente precisa all'anteriore e con un'ottima capacità di rotazione per puntare decisa al punto di corda.

Non solo: dobbiamo anche essere in grado di passare in maniera indolore sui dissuasori esterni.
Lavorare quindi sulle convergenze e sui settaggi degli ammortizzatori può davvero fare la differenza in questa parte della pista.

La McLaren 720S GT3 Evo ha un posteriore incredibilmente forte in termini aerodinamici, capace di garantire i valori più alti di carico tra tutte le GT3 disponibili, anche con altezze da terra dinamiche vicino ai 90 mm.
Perciò, è imperativo spalancare subito tutto il gas in uscita per arrivare velocissimi a curva 4.
Curva 4-5-6: Rio

Qui c'è bisogno di una buona stabilità in frenata e di un anteriore responsivo (ma non troppo rigido) per evitare un fastidioso sottosterzo in ingresso che potrebbe compromettere non solo le due curve in serie successive ma anche l'intero giro.
Un basso valore di precarico del differenziale ci può aiutare in ingresso nella ricerca del punto di corda più interno.

Misano è un circuito particolarmente piatto a livello di asfalto e di cordoli, per cui è possibile davvero sfruttare tutta la pista anche con molle rigide.
Ma bisogna prestare la massima attenzione alla depressione presente al punto di corda che potrebbe scomporre l'auto se eccessivamente rigida a livello meccanico.

In ingresso di curva 6, avremo bisogno di tanta precisione ma soprattutto responsività all'anteriore perché, se è vero che questa è una curva flat-out, il rischio di sottosterzo in uscita quando la linea non è perfetta è molto alto.
Quindi, qualora fossimo in difficoltà, potremmo lavorare su valori lenti degli ammortizzatori anteriori in rilascio per cercare di tenere quanto più possibile l'anteriore vicino al suolo.
Uscire bene qui vuol dire portare tanta velocità sul rettilineo seguente, fondamentale non solo nel lap-time, ma anche per provare a portare un attacco deciso in gara.
Curva 8: Quercia

Prima della frenata della Quercia, dove la frenata è importantissima, si inizia molto larghi raccogliendo anche dei marbles e si passa dai 240 ai 90 km/h.
Bisogna porre la massima attenzione al ripartitore di frenata e al trasferimento di carico.
L'anteriore deve essere in grado di assorbire lo shock garantendo extra rotazione quando il posteriore si scarica, ma senza per questo sfociare in un pericoloso sovrasterzo.
Lavorare sui bump stop e sugli ammortizzatori qui può aiutare davvero molto perché andiamo ad isolare il comportamento dinamico dell'auto nella fase transitoria in frenata.
Curva 9-10: Tramonto

Altra frenata delicata è quella del Tramonto, dove il trail-braking deve essere perfetto.
Anche qui la parola chiave è extra-rotazione.
Lavoriamo sulle convergenze e sugli ammortizzatori senza però compromettere la fase di trazione, visto che nel momento in cui torneremo full-gas in uscita, ci resteremo fino alla meravigliosa e difficilissima staccata del Carro.
Curva 12-13-14: Carro

Questo è il punto esatto per capire se la vostra auto sia bilanciata o meno.
Questa importantissima frenata in diagonale richiede sia una rotazione perfetta, sia una stabilità granitica durante il trasferimento di carico.
Se l'auto dovesse abbassarsi eccessivamente, il rischio di un sovrasterzo è praticamente certo, ma se viceversa tendesse a restare troppo sul posteriore, risulterebbe davvero problematico chiudere la curva.

Lavoriamo quindi su altezze da terra e barre antirollio per rendere l'auto perfetta dal punto di vista della stabilità in questa curva, dove l'aerodinamica la fa da padrona.
Curva 16: Misano

Il tratto finale della pista, dal punto di vista del setup, ricorda un po' il T1.
Per l'ultima curva, avremo bisogno di tanta rotazione, di un ottimo grip meccanico, oltre ad una vettura particolarmente abile ad assorbire le asperità dei dissuasori.
Bene, siamo giunti al termine di quest'analisi.
Dopo aver capito come settare al meglio la vettura su questo tracciato, siamo sicuri che riuscirai ad abbassare i tempi.
Puoi dare un'occhiata alla nostra video-analisi YouTube effettuata con la stessa combinazione auto-pista.
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Un saluto e ricorda che Top Driver, si Diventa!

